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http://www.corriere.it/politica/10_marzo_01/roncone-Io-minacciato-non-mi-hanno-fatto-rientrare_6f3f7f2a-2501-11df-98c5-00144f02aabe.shtml

ListA Pdl esclusa dalle regionali in lazio

«Io minacciato, non mi hanno fatto rientrare»

Alfredo Milioni, al centro della «beffa»: «I capi pdl sono furibondi con me, ma sono solo un pesce piccolo»

ROMA— Un guaio.

«No no... mi creda, di più, molto di più: un disastro, una tragedia. E mannaggia a me, mannaggia...».

Alfredo Milioni, su, non faccia così.

«Eh, le sembra facile: ma io, mi creda, ho la coscienza a posto. E poi sono anni che faccio quel tipo di operazioni burocratiche».

Anni?

«Ma sì, certo... Avrò presentato firme e liste già almeno un’altra quindicina di volte... Uff! Accident...! Fa caldo, eh?».

Stia calmo. Proviamo a ricostruire: a che ora è arrivato in tribunale?

«Con quasi mezz’ora di anticipo. Diciamo verso le 11,30».

Perché, però, poco dopo, è uscito lasciando all’interno del Palazzo di Giustizia solo il faldone delle firme e portandosi via tutto il resto?

«Perché?».

Sì, perché? È vero che s’è accorto di non avere con sé i lucidi con il simbolo del partito?

«No, quelli avrei potuto consegnarli anche dopo. I lucidi non sono una cosa importante, determinante. Questa è una cosa nota».

Allora è andato fuori per apportare qualche modifica alla documentazione?

«Modificare, lei dice...».

Per aggiungere, o cancellare, qualche nome.

«Beh».

Sì o no?

«No, questo no».

Sicuro?

«Sicuro».

Dica la verità.

«Lo giuro, lo giuro! Non volevo apportare modifiche. Mi deve credere, capito?».

Va bene, stia calmo. Questo però significa che è davvero andato a mangiarsi un panino.

«Sì... ecco, sì: sono andato a mangiarmi una panino. Non mi pare grave, no?».

Quindi è vero: lei ha lasciato l’aula per andare al bar.

«Io? A mangiare?».

In conferenza stampa, la Polverini ha fornito una ricostruzione dei fatti un poco diversa.

«No, cioè... io, a mangiare: ma chi l’ha detto?».

Lei, adesso.

«Macché. Senta, io sono molto confuso...».

Non è il momento migliore, Milioni, per essere confusi.

«Però... ecco qui, legga bene sul cellulare: ecco qui tutti i messaggi, gli sms di solidarietà che m’hanno spedito quelli che c’erano, in tribunale, e che hanno assistito a tutta la scena. Dove è chiaro che io sono la vittima».

La vittima?

«Proprio così. Non mi hanno fatto rientrare, hanno fatto i matti, si sono messi a urlare, m’hanno spinto...».

Sostenevano che lei stesse presentando la lista fuori tempo massimo.

«Fuori cosa? M’hanno minacciato, altroché. Qui si configura pure un reato».

Che genere di reato?

«Un reato, un reato...».

Silvio Berlusconi è furibondo.

«Lo so, mannaggia a me».

Come lo sa?

«Eh, quelli lì, i capi del partito, me l’hanno detto. Sono loro che parlano con lui, mica io».

La Polverini anche è furibonda.

«So pure questo... Ma che posso farci io?».

Lei era lì.

«Senta, a parte che la fila avrebbe dovuto farla Giorgio Polesi, l’altro rappresentante del Pdl... lei deve scrivere che io sono solo il piccolo presidente del XIX Municipio, qui a Roma. La politica è sempre stata la mia passione, cominciai come socialista e ho proseguito dentro Fi, certo: ma ero e resto un pesce piccolo, un pescetto che fa il suo lavoro onestamente. Aggiunga poi pure che...».

(La conferenza stampa di Renata Polverini è finita da pochi minuti; Alfredo Milioni sta parlando a capo chino, le mani tremanti, lo sguardo lucido. All’improvviso, dal palchetto, rimbomba giù una voce roca, dura: «Stai zitto! Milioni devi stare zitto, muto: hai capito?». Milioni fa appena in tempo a farfugliare ancora qualcosa, poi viene letteralmente sollevato dal pavimento da un signore muscoloso che, con modi spicci, lo infila dentro una stanza. L’invito a tacere gli era stato rivolto da Alfredo Pallone, parlamentare europeo e vicecoordinatore regionale del Pdl nel Lazio. «Sono stato un po’ brusco, lo so. Ma Milioni, dopo quello che è accaduto, non è lucido. La situazione è delicatissima e lui può straparlare. Ieri, quando ha capito cosa era successo, mi ha detto: "Io mi suicido". Sta messo così, poveraccio, e c’è da capirlo, credo. Dopo quello che ha combinato...»).

Fabrizio Roncone

01 marzo 2010

Modificato da Tersite
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Inviato (modificato)

Mi sembra una follia escludere la lista del probabile vincitore per delle bazzeccole simili. Semmai dagli un multone, ma la democrazia va tutelata in ogni modo.

E ora rischia anche Formigoni in Lombardia.

http://www.corriere.it/politica/10_marzo_01/lombardia-lista-formigoni_df737704-253a-11df-98c5-00144f02aabe.shtml

Mi chiedo che difficoltà abbia uno con i voti di Formigoni a raccogliere 3.500 firme. E' chiaramente una sbadataggine, ed è semplicemente ridicola la norma.

Modificato da milordino
Inviato

a parte il fatto che il probabile vincitore[*] puo' vincere comunque - si parla di *una* delle liste *provinciali* che lo sostengono, senza regola si passa dalla democrazia all'arbitrio, al concetto per cui chi ha piu' voti puo' fare tutto. Se ti va bene, torna a votare berlusconi.

[*] che semmai non dovrebbe partecipare perche' ha superato il limite di mandati consecutivi

Inviato

ma non capite che trattasi dell'ennesima trovata di marketing pre-elettorale per poter pompare il concetto dei comunisti che vogliono il regime ed impediscono a dei liberi cittadini di presentarsi per spingere gli indecisi a votare centro dx? Come dice giustamente Pachu mica si sta togliendo dalla bagarre il candidato ma solo una delle tante liste collegate, ne rimarranno a iosa da votare.

Inviato (modificato)

duplice errata corrige:

1 - la lista esclusa in lombardia e'il "listino" di formigoni, quindi in effetti formigone allo stato attuale e' fuori

2 - ammessa invece la lista di penati

quindi giudici radicali *e* comunisti!

Modificato da pachu
Inviato

ma non capite che trattasi dell'ennesima trovata di marketing pre-elettorale per poter pompare il concetto dei comunisti che vogliono il regime ed impediscono a dei liberi cittadini di presentarsi per spingere gli indecisi a votare centro dx?

spero proprio che tu ti sbagli.

in ogni caso, le reazioni da destra sono queste: 766e4b0d1900115995ccc079d9c55bf6.jpeg

Inviato

nella cittá dove abito adesso, il segretario del maggior partito di opposizione tre anni fa aveva dimenticato di presentare gli atti e le carte (con firme di sostenitore, etc. etc.) del proprio candidato alla carica da sindaco. chiaro che secondo le procedure elettorali e le regole stabilite, il candidato non poté essere ammesso e il giorno delle elezioni il partito d'opposizione si é trovato senza candidato!

that's life! le procedure e le regole esistono da tempo. chi é tonto ne paga le conseguenze...

poi - nel fatto italiano - questi qua la potessero pure smettere di fare 30000 liste e listini (cosa che vale anche per le primarie pd, etc.) parallele..

Inviato

ma silvio ha dato la colpa ai suoi prima che ai giudici.

fa tutto parte del gioco, in Lazio e Lombardia (due delle regioni che erano secondo i sondaggi più in bilico) hanno già vinto.

Inviato

fa tutto parte del gioco, in Lazio e Lombardia (due delle regioni che erano secondo i sondaggi più in bilico) hanno già vinto.

la lombardia in bilico? non in questo universo

Inviato

http://ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2010/03/03/visualizza_new.html_1709938231.html

qualcuno che mi spieghi veramente cosa c'entra il PD o i radicali in questa storia.

Qualche elettore del centroDx che mi spieghi se crede ANCHE QUESTA VOLTA al gombloddo oppure se crede che siano stati veramente commessi degli errori da dilettanti o in malafede. Qualcuno che mi spieghi, porca troia, se in sto paese è vero o no che certuni si lamentano delle regole solo dopo averle infrante (intenzionalmente o meno). Qualcuno che mi spieghi seè legittimo pensare che 4 imbecilli che non sono riusciti a rispettare un regolamento abbastanza complesso (e ci mancherebbe che non lo sia) ancorchè assolutamente chiaro a TUTTI avrebbe potuto governare saggiamente una regione.

Il mio unico rimpianto, a dimostrazione del fatto che il gossip non governa la politica (non abbastanza per i miei gusti), è che non sia stata svelata l'identità di Chiappette d'oro (= 99 su 100 Gasparri!!!). Così da imbarazzare un povero Ignazio qualunque che in campagna pubblicitaria adduce alle zoccole della sinistra per vantarsi della convenienza di votare a dx.

Inviato

la russa risponde alla definizione di "fascista".

lui stesso riconosce che non c'erano firme a sufficienza, e per colpa della lega. Chi se ne frega delle regole, facciamo plebisciti come nel '29, e vediamo che il popolo si riverserà in massa a votare per il governo.

Inviato

nel frattempo le corti d'appello (novelli soviet) hanno respinto (con mia sorpresa) il ricorso per il listino formigoni e quello per la lista pdl roma provincia (senza sorpresa). Promossa invece la lista civica polverini (che non aveva il problema del simbolo ma un altro che a questo punto mi sfugge).

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