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affus

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SME ecco la veritŕ

07 May 2006 - 10:49 PM

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SME, il capolavoro indiscusso del leader della sinistra.
SME, ovvero, il capolavoro del leader indiscusso della sinistra.
Geniale.

In realtà, in origine SME significava testualmente "Società Meridionale Elettricità", ma all’epoca dei fatti era prevalentemente un "polo alimentare" che comprendeva marchi storici italiani tra i quali Autogrill, Supermercati GS, Charms, Sanagola, De Rica, Cirio, Bertolli, Alemagna, Motta e molto altro.
La SME era di proprietà dello Stato attraverso l’IRI, che deteneva un pacchetto del 64% delle azioni complessive.
La valutazione di quei "quasi due terzi" della SME, sulla quale concordavano tutte le societĂ  del settore, si aggirava a quei tempi sui 650-700mld.
Il Governo decide di venderla e ordina al CdA dell’IRI di effettuare i preparativi per l’asta pubblica imposta da quelle che sono le regole di privatizzazione.
Ben presto "nell’ambiente" si inizia a vociferare che la francese BSN Gervais Danone sia disposta addirittura a superare i 700 miliardi, ma che incontrerà un avversario agguerrito nella cordata Barilla-Ferrero.
Romano Prodi, in quel momento Presidente dell’IRI si oppone duramente alla vendita della SME, ma è solo un modo per "prendere tempo" per ritardare i preparativi dell’asta pubblica per aspettare una "coincidenza di cassa" della SME...
Infatti il leader della sinistra, molto prima dell’inizio dei preparativi per l’asta pubblica, ha già venduto sottobanco, e a titolo personale, la SME a De Benedetti.
E infatti, quando la "coincidenza di cassa" è matura, convoca a tempo di record una mega-conferenza stampa, e annuncia in fretta e furia al mondo di aver venduto la SME a De Benedetti.

Scoppia il finimondo.
Nell’IRI, dove nessuno sa nulla, tant’è che si viene a sapere della vendita della SME nel bel mezzo dei preparativi dell’asta pubblica che avrebbe dovuto venderla settimane dopo...

Nel mondo politico, poiché nessuno del Governo, cui spetta la ratifica finale, sa assolutamente nulla, anzi, sta aiutando il C.d.A. dell’IRI ad organizzare l’asta futura...

Nella magistratura, poiché Prodi non ha alcun titolo per poter vendere qualcosa a nome dello Stato o dell’IRI, o "impegnarsi" in alcun modo nei confronti di terzi...

Nel mondo economico, poiché non si capisce come si possa avere la stupidità (o il coraggio) di vendere a 3 (TRE) miliardi una società per la quale i francesi ne offrono intorno ai 700 (SETTECENTO)...

Partono le consuete denunce contro il leader della sinistra, al seguito delle quali la magistratura blocca la vendita.
E quando pare che sia la volta buona che arrestano Prodi, si scopre che nel contratto con De Benedetti compariva una micro-clausoletta del tipo "salvo approvazione dell’IRI e del Governo", che riduce il contratto a semplice "proposta di contratto" (nonostante i trionfalistici annunci del Professore e dell’Ingegnere alla conferenza stampa).
De Benedetti non ci sta, e chiama a sua volta in causa più volte la magistratura, ma, a causa della clausoletta, perde ovviamente tutti i ricorsi, e non trova ovviamente il benché minimo ascolto in alcun ambiente giudiziario.
E, a causa della clausoletta, Prodi si salva ancora una volta in extremis dalla galera.

Molto interessante il contratto firmato tra Prodi e De Benedetti.
In breve, Prodi vendeva a titolo personale il 64% delle azioni della SME, ossia il pacchetto detenuto dallo Stato attraverso l’IRI, per 497 miliardi di vecchie lire, mentre l’asta che contemporaneamente i vertici dell’IRI e del Governo stavano organizzando, partiva da un prezzo-obbiettivo di circa 700.

De Benedetti non possedeva i 497 miliardi, quindi Prodi gli rateizzava opportunamente il pagamento.
Per "opportunamente" si intende che le rate venivano fissate, sia in importo, sia in data, in modo da permettere allo spiantato ingegner di reperire i contanti necessari "altrove", ossia "non nelle sue casse" perché nelle sue casse regnavano le ragnatele...
Ecco quindi il primo capolavoro der Mortazza: la "coincidenza di cassa" si concretizzava in circa 100 miliardi di "liquidità" per la prima (e l’ultima) volta presenti nelle casse della SME, quindi una rata era a posto...

Secondo capolavoro: il leader della sinistra impegna nel contratto lo Stato a ricomprare istantaneamente dall’Ingegnere, attraverso le banche "statali" Mediobanca e IMI, quel 13% di azioni "in più" rispetto al 51% strettamente necessario al controllo totale della SME, e a pagarlo 114 miliardi.
Ma... se la calcolatrice non è un’opinione, il 13% è circa un quinto del totale del pacchetto del 64% di azioni SME e se il pacchetto totale è stato venduto per meno di 500mld, perché un quinto non viene rivenduto istantaneamente a meno di 100, bensì a 114?!?

Terzo capolavoro: il leader della sinistra impegna lo Stato ad "imprestare" 30mld all’Ingegnere, restituibili in tempi abnormi al tasso del 5% in un periodo nel quale i tassi di mercato erano tra il 15 e il 20%...

Quarto capolavoro: l’affare andava concluso con quella incredibile fretta anche perché, oltre alla "coincidenza di cassa", c'era in ballo, nei conti della SME, un imminente "recupero fiscale" per quasi 700 MLD di perdite pregresse, che si traducevano in un ulteriore utile di circa 250 MLD per l’acquirente...

Riassumendo, grazie al capolavoro contrattuale del leader della sinistra, De Benedetti acquistava un oggetto a 497 miliardi anziché 700, ma degli ipotetici 497mld, circa 100 erano dello Stato e non dell’Ingegnere, essendo nella cassa della SME, altri 114 erano dello Stato, e non dell’Ingegnere, essendo "una costola" sovrastimata di ciò che, fino a 5 minuti prima, era dello Stato, altri 250 erano già dello Stato, poiché "recupero fiscale" di perdite di qualcosa che, fino a 5 minuti prima, era dello Stato, e altri 30 erano imprestati dallo Stato.
Cioè 497 – 100 – 114 – 250 – 30 = 3 miliardi... Anziché 700..........

E che fine hanno fatto tutte le denunce?
BOH!

Improvvisamente salta fuori un'avventuriera di nome Ariosto, assidua frequetatrice di casinò che un bel giorno per dare un tono alla propria vita, si mette in testa di fare la gallerista di opere d'arte...
Gli affari procedono bene, ma un bel giorno le vengono rubati dei quadri di valore e chiede il risarcimento alle compagnia di assicurazione, la quale, non stupida, fiuta l'inganno e la denuncia per frode...
La Signora, non si sa perché, in Questura si ricorda di un fatto clamoroso... durante una festa si ricordò improvvisamente che Previti, tra un frizzantino e l'altro, disse a bassa voce di aver promesso ad un giudice un quadro di valore per manovrare la sentenza a suo favore... CHE COINCIDENZA!

Alla Bocassini, non pareva vero... e con la bava alla bocca... convocò Previti...
Iniziò cosi la telenovela del processo Previti...
La Signora Ariosto poi ritrattò, beccatasi una giusta "querela", in lacrime aggiunse: "Non credevo che raccontare palle fosse reato".
Poveretta...

Non solo senza un prova...
"il reato" ed il "suo corpo" non esistono proprio!

Previti sarebbe stato condannato per aver corrotto con un quadro di valore (che comunque non si é mai mosso da dove è tutt'ora appeso) un giudice, tentando di manovrare una sentenza, che non solo era già comunque favorevole, ma che nemmeno avrebbe dovuto avere luogo dato che PRODI NON ERA MINIMAMENTE LEGITTIMATO A REGALARE, OPS! VOLEVO DIRE SVENDERE LA SME A DE BENEDETTI, che risaputamente poi fece comunque ricorso...
Dato che Prodi non era legittimato a firmare un contratto di favore al De Benedetti per la vendita della SME, ed il contratto doveva essere ritenuto nullo ad ogni effetto, tantomeno un giudice, visto che il De Benedetti fece pure incredibilmente ricorso, era chiamato ad esprimersi in un senso o nell'altro...
Ed è questa l'assurdità dell'intera vicenda... era Prodi da arrestare STOP! Invece no, Prodi lo salva la sinistra con il decreto "Salva Prodi" che gli cancella l'abuso di ufficio...
Pure De Benedetti, facendo ricorso, la fa franca.

Morale della favola:
beccano Previti (ovvero Berlusconi) per aver tentato di manovrare una sentenza che gli era comunque favorevole, sentenza illegittima (mia opinione) dato che quel contratto stipulato tra Prodi e De benedetti era incredibilmente nullo a prescindere...

Questa non è l'altra campana...
Questa è la storia VERA!


(da indy)

TUTTI A PECORA

03 May 2006 - 10:34 PM

TUTTI A PECORA



DI EUGENIO BENETAZZO

La festa è finita. Vi siete divertiti, vi siete strafogati, avete cantato e ballato fino all’inverosimilie e vi siete indebitati. Adesso è il momento che cominciate ad aprire gli occhi ed a svegliarvi dal torpore innocente del tanto qualcuno ci penserà. Ma soprattutto è il caso che cambiate. Che vi cambiate. A cominciare proprio dalle mutande. Un copioso stock di mutande d’acciaio è il miglior investimento che potete fare per il vostro benessere e per la consistenza del vostro portafoglio nei mesi ed anni a venire.
Per chi fosse ancora imbambolato e intorpidito dal bombardamento mediatico del tubo catodico con i suoi pupazzetti e show strippacervelli, vi riassumo qui sotto l’attuale scenario planetario in termini di parametri e congiunture strutturali raggiunte:

- indebitamento statunitense ai massimi storici con livello di crescita senza alcun freno inibitorio e conseguente svalutazione del dollaro (ipotesi del cambio euro/dollaro a 1,5 molto verosimile);
- livello dei prezzi delle materie prime (commodities) senza paragoni con la storia (tanto per ridere una monetina da un centesimo di euro vale piĂą del suo valore facciale in virtĂą del suo contenuto di rame);
- corsa silenziosa delle banche centrali all’aquisto di oro ed alla svendita di dollari;
- outlook inquitante sul prezzo del petrolio per i prossimi mesi/anni in conseguenza del raggiungimento del picco di produzione mandiale di greggio e all’ormai imminente conflitto iraniano;
- mercati borsistici ai massimi storici relativi degli ultimi anni (si è recuperato in tre anni quello che si è perduto in nove mesi);
- proiezione di un preoccupante rialzo dei tassi in eurolandia dopo il raggiungimento di uno storico minimo dell’EURIBOR a due punti percentuali;
- indebitamento di grandi multinazionali, banche, fondi e grandi speculatori in yen giapponesi in virtĂą del loro ridicolo tasso di sconto (meno dello 0,25 %);

Sono sette punti che meriterrebbero ognuno fior di pagine di esposizione e commento: messi assieme rappresentano in ottica congiunturale una vera e propria serie di ordigni esplosivi ad orologeria, pronti a detonare ed a svegliarvi dal vostro “fabulous dream of life”. Non pensateci due volte, cercate in fretta su Ebay un paio di slip d’acciaio prima che si esauriscano troppo velocemente. La maggiorparte di voi ne avrà bisogno. Qui di seguito un riepilogo sommario di alcune considerazioni e conseguenze riguardo a quanto puntualizzato sopra.

Il raggiungimento del picco di produzione mondiale del greggio individua un momento storico della civiltà umana senza precedenti: per la prima volta dopo circa un secolo dalla nascita dell’era petrolifera, la quantità estratta ed offerta dai paesi OPEC e NON-OPEC non sarà in grado di soddisfare la domanda complessiva dei paesi industrializzati, creando un deficit giornaliero di circa 4/5 milioni di barili al giorno (destinati a crescere esponenzialmente anno dopo anno).
Il dollaro statunitense è una valuta a rischio. A rischio default. Ne percepiamo il destino dagli ingenti processi di ristrutturazione delle riserve a favore di oro ed euro da parte di banche centrali e grandi operatori di mercato: il loro comportamento dovrebbe dirci qualcosa.

Il rialzo dei tassi in Eurolandia porterà piccole imprese e famiglie all’agonia finanziaria, con ovvie ripercussioni deflattive sul mercato immobiliare (che già da mesi ha iniziato ad annaspare).
Sul mercato borsistico non mi esprimo, lascio ormai ognuno di voi alle proprie certezze ed aspettative: come si può considerare razionale una tale salita degli indici in rapporto alla salita senza sosta del prezzo del greggio ? Il greggio sale ogni giorno sempre più e le borse che fanno ? Salgono anch’esse, come a voler premiare il fatto che pagheremo tutto di più e pertanto questo comporterà maggiori utili e dividendi. Illusioni e fantasie da fantafinanza.
Non da meno il rialzo dei tassi provocherĂ  una lenta ed inesorabile migrazione di liquiditĂ  dai mercati azionari a quelli obbligazionari in seguito ad un aumento dei rendimenti obbligazionari, rendendo gli strumenti obbligazionari molto piĂą appetibili di oggi.


Il rialzo lacrimale del tasso di sconto in Giappone negli ultimi mesi ha già causato un morto sul campo: la borsa islandese. Certo è un mercato insignificante nei confronti della capitalizzazione mondiale, ma i primi a collassare sono proprio i più deboli (ed in questo caso i più piccoli).
Tutti a pecora pertanto. Tutti pronti ad essere scannati o tutti pronti a mettersi a pigrecomezzi, perché è così che finirà, per chi non l’avesse ancora capito. I deficit ed i debiti si pagano con il denaro. Il sistema turbocapitalistico vive di equlibri e di liquidità. Gli equilibri sono in forte discussione, alcuni ormai compromessi, come ad esempio il greggio sotto i 40 dollari o il biglietto verde che perde la sua posizione egemonica, scalzato dall’euro che diventa la nuova moneta principe al mondo. E la liquidità è anch’essa terminata. Quell’idilliaco ciclope (la Banca Centrale del Giappone) che ha rifornito di denaro facile circa 1/3 del mondo occidentale in questi ultimi anni, consentendogli di indebitarsi a costi irrisori quasi nulli, adesso si è svegliato ed ha iniziato a farsi sentire. Ed il suo sbadiglio ha trasformato di colpo i grandi speculatori da maestosi leoni a conigli bagnati con la coda tra le zampe, pronti a defilarsi prima che sia troppo tardi (vedi Bath Thailandese nel 1997). Con la stessa veemenza presto si sveglierà anche l’altro ciclope fintotonto, la BCE, iniziando ad alzare progressivamente i tassi trimestre dopo trimestre. Ecco quindi che anche la liquidità abbondante ed a buon mercato, linfa vitale per il sistema turbocapitalista, cesserà la sua teorica infinita disponibilità. La liquidità, una strepitosa miscela per correre sui circuiti finanziari e stravincere soprattutto nelle gare truccate, non sarà più disponibile ed abbondante come prima, mettendo a rischio la sopravvivenza dell’intero sistema macroeconomico del pianeta. La linfa vitale che lo ha sempre sostenuto allora improvvisamente inizierà a scarseggiare. Perciò tutti a pecora, così di abbondante rimarrà ancora qualcosa: la vasellina. Che scorrerà a fiumi.

Eugenio Benetazzo
Trader Professionista

"Solo delle teste di minchia possono respingere la mano che li sostiene"

05 April 2006 - 04:55 AM

"Solo delle teste di minchia possono respingere la mano che li sostiene"

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Articolo tratto dal sito de Il Foglio di Giuliano Ferrara.

"A parte che non si capisce come possano esistere delle teste di cazzo talmente teste di cazzo da non votare uno che ti toglie l’Ici sulla prima casa, e pur non essendo in grado di capire se chi tentenna davanti a una misura così trasversalmente vantaggiosa sia più un babbeo o più un pezzo di stronzo, a parte questo, l’unica cosa certa è che i manigoldi dell’altra parte si stanno cacando sotto. Ma lasciamo da parte i commercianti e proviamo a ragionare con pacatezza sui famosi indecisi in generale. Solo delle grandissime teste di minchia possono respingere la mano che li sostiene. Soltanto dei belinoni col botto staranno ancora a menarsi il torrone se andare o non andare a votare. Ma muovessero il culo, vivaddio, ma alzassero le chiappe dalla sedia e corressero a deporre quella cacchio di scheda al chiaro scopo di metterlo in quel posto a chi altro non sogna che di metterlo in quel posto a loro. Bischeri, palude di minchioni, razza di scimuniti che non sono altro. Noi qui che ci facciamo un mazzo tanto e quelli sempre a ravanarsi l’oca: ancora non so, decido domani, magari dovrei chiedere. Orsù, svegliati, o amata moltitudine di mezze seghe."

Andrea's version
Da Il Foglio (sito web) di Giuliano Ferrara
05/04/06
www.ilfoglio.it



http://italy.indymed...ent.php#1038014

Stato:

Soccorriamo la Libia che ha di nuovo bisogno di noi !

20 February 2006 - 07:31 AM

Io dico di si. Sarebbe ora di tornare e far vedere ai beduini chi comanda. Da non dimenticare che li ci sono i nostri giacimenti petroliferi che i musulmani sfruttano senza risarcirci. Sfuttano regalandoci solo calci nel sedere !

La Libia deve tornare ad essere colonia italiana!!!
La Libia deve essere civilizzata perchè nel mediterraneo deve continuare i libero commercio e lo scambio di tutto altrimenti no possiamo sopravvivere .

(diffondi questo messaggio ad altre liste , formiamo una catena di beneficenza )


da indy

Per le bambine musulmane infibulate

18 February 2006 - 10:17 PM

Un modo per scoprire se le bambine musulmane nate in italia vengono infibulate, basterebbe sottoporle ogni 2 o 3 anni a una visita ginecologica obbligatoria.
Nel caso si scoprisse che è stato commessa questa pratica abominevole, i genitori dovrebbero essere messi dentro, e buttata via la chiave!
Ma figuriamoci se uno stato fifone come il nostro, modello zerbino, si sognerebbe mai di applicare una legge simile!
Meglio far finta di niente, per non rischiare di essere tacciati di razzismo