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Inviato

Vicina alla mia, la posizione di Mentana.

"La libertà di stampa non è un diritto assoluto": lo dice Mentana

In un'intervista sulla Stampa, il direttore del Tg della 7 chiede di rispettare le cose sensate anche se le dice Berlusconi"Che la libertà di stampa debba avere dei limiti è uno dei principi cardine delle democrazie liberali, è un discorso teorico che non mi scandalizza, anzi l'ho sempre pensato" 11 LUGLIO 2010 | MEDIAment-225x99.jpgQuando Silvio Berlusconi dice delle cose, è difficile giudicarle senza pensare che le ha dette Silvio Berlusconi. La buona abitudine di giudicare la fondatezza o la bontà delle tesi indipendentemente da chi le sostenga è messa a dura prova, nel caso del PresdelCons. E così ieri tutti si sono indignati per ladichiarazione sulla libertà di stampa che non è un diritto "assoluto", che in bocca all'uomo che non ne ha mostrato molta attenzione in questi anni ha fatto cadere l'accento più sulla "liberà di stampa non è un diritto" che su "assoluto".

Ma oggi – in mezzo alle reazioni preoccupate di ognuno – la Stampa intervista sul tema un uomo meno sospettabile di voler censurare l'informazione, Enrico Mentana, nuovo direttore del Tg della 7, che dice che Berlusconi sul merito ha ragione, nell'uso di quell'aggettivo "assoluto".

«Che la libertà di stampa debba avere dei limiti è uno dei principi cardine delle democrazie liberali, è un discorso teorico che non mi scandalizza, anzi l'ho sempre pensato». Le dichiarazioni di Berlusconi contro lo sciopero dei giornalisti non stupiscono Enrico Mentana, neo direttore del Tg de La7, contrario al ddl sulle intercettazioni, ma autocritico con la sua categoria.

Se quello che dice il premier fosse soltanto l'enunciazione di un principio vale la pena discuterne?

«Sì, perché molti nostri colleghi ritengono la libertà di stampa un principio assoluto, che non si commisura ai diritti delle persone coinvolte nelle inchieste, specie quelle più deboli. Berlusconi certo non è un fascista, ma si potrebbe citare Ernesto Rossi: se un fascista dice che piove e fuori piove, ha ragione»

Ma il ddl sulle intercettazioni mette dei forti limiti alla pubblicazioni delle notizie.

«Il diritto dei cittadini a essere informati non può essere cancellato con la scusa di difendere la privacy dei potenti. Occorre distinguere tra i soggetti coinvolti: se qualcuno, nel raccontare un'inchiesta, si sofferma sulle vicende sentimentali del figlio di un indagato, magari per mostrarsi più bravo degli altri colleghi, quello è un abuso che va sanzionato. Ma non si può assolutamente impedire ai giornalisti di occuparsi di un personaggio pubblico che è accusato di gravi comportamenti».

Quindi la mobilitazione contro il provvedimento è giusta?

«Sì, ma evitiamo vittimismi eccessivi e non fasciamoci la testa prima di rompercela. Ora, mentre parliamo, il ddl intercettazioni sarà cambiato almeno due volte. Quindi aspettiamo di vedere cosa uscirà fuori e poi ci prenderemo le nostre responsabilità».

Mentana non si è mai allineato alle ipocrisie elusive di una parte dei suoi colleghi, senza però aderire al fronte dei "giornalisti contro i giornalisti", assai affollato a destra: e oggi lo ripete.

Dove hanno sbagliato i giornalisti?

«Bisogna dire con onestà che se ci troviamo in questa situazione è anche colpa nostra. Negli ultimi anni ci sono stati abusi ed eccessi. Tangentopoli ci ha insegnato che, magari non volendo, si può far male a delle persone, che alla fine escono assolte. Poi a dirla tutta le responsabilità non sono soltanto dei giornalisti, anche i magistrati hanno le loro».

Inviato

Infatti i limiti ci sono e sono pure di carattere penale: si chiamano diffamazione e violazione del segreto istruttorio. E sono pure tosti come condanne, provate a dirlo a Vittorio Feltri o a Sgarbi che dovettero ritrattare molte cose dette su Di Pietro per non dover pagare fior di soldi. Quello che si sta tentando di fare è di inasprire qualcosa che invece è sacrosanto, che è LIBERO che non danneggia nessuno. Tuttavia la cosa più grave rimane di certo la possibilità di utilizzo delle intercettazioni da parte della magistratura. Non c'è dubbio a riguardo.

Inviato

A me sembra una montagna di ovvietà. Sia la dichiarazione del nano che, va da sè, le considerazioni di Mentana.

Sono cose lapalissiane, tutti sono d'accordo nel dire che "...se qualcuno, nel raccontare un'inchiesta, si sofferma sulle vicende sentimentali del figlio di un indagato, magari per mostrarsi più bravo degli altri colleghi, quello è un abuso che va sanzionato". Dunque non c'è assolutamente nulla da dibattere.

La questione è nel " Ma non si può assolutamente impedire ai giornalisti di occuparsi di un personaggio pubblico che è accusato di gravi comportamenti", è qui che ci si incazza maggiormente e sebbene entrambe siano considerazioni corrette mi fa sorridere come vengano sottoposti entrambi i casi sullo stesso piano. Cioè vedere un qualcuno col pipino di fuori, o intercettarlo mentre si fa massaggiare il collo al pollo da una troia e mettere ciò sullo stesso piano di importanza delle intercettazioni su soggetti che collaborano con la mafia mi fa proprio ridere. Si sta creando molta confusione sul caso e lo si fa apposta, sempre per ottenere approvazione dal popolino. Questa è la destra e questi sono i modi di fare della destra, confondere, stordire e fare porcate.

Inviato (modificato)

Il criminano è un maestro a ribaltare le situazioni, ma il punto è: è un diritto della stampa fare il suo lavoro, oppure è un dovere? non è piuttosto un diritto dei cittadini ad essere informati su quello che succede nelle stanze dei criminali governativi? il punto è tutto qui. E' chiaro che NESSUNO ti dir� MAI E POI MAI tutto di quello che succede. Basti pensare al segreto di stato. comunque sono tutte cazzate, nel mondo occidentale, se si sapesse una minima parte delle porcate che succedono a livello dirigenziale, crollerebbe il sistema com'è successo per mani pulite. Da allora si sono ben guardati dal farci saperte certe cose, che saranno sempre una minoranza rispetto a quelle che dovremmo sapere. Il punto è che c'è gente che si fida di questa merda di gente che ci governa. Chiunque di queste merde andrà al governo, ci nasconderà la maggior parte delle porcate che fanno. Mica crederete che è stata veramente scritta la storia della mafia per caso? oppure che siano veramente esistiti i casalesi per come ce li descrive Saviano? E' esclusivamente tutto un grande cinema, non voglio fare la solita retorica, ma finchè ci saranno queste oligarchie di merda a governare, sarà tutto un troiaio. Dovrebbe esserci il diritto di revoca del mandato parlamentare come nella Comune di Parigi del 1870. Finchè si dà ad un criminale come il nano un mandato in bianco cosa ci si può aspettare? ci dovrebbe la possibilità di revoca da parte dell'elettorato, altro che poteri dello stato. democrazia diretta, ecco quello che ci vuole oggi.

Modificato da milordino
Inviato

A me sembra una montagna di ovvietà. Sia la dichiarazione del nano che, va da sè, le considerazioni di Mentana.

Sono cose lapalissiane, tutti sono d'accordo nel dire che "...se qualcuno, nel raccontare un'inchiesta, si sofferma sulle vicende sentimentali del figlio di un indagato, magari per mostrarsi più bravo degli altri colleghi, quello è un abuso che va sanzionato". Dunque non c'è assolutamente nulla da dibattere.

La questione è nel " Ma non si può assolutamente impedire ai giornalisti di occuparsi di un personaggio pubblico che è accusato di gravi comportamenti", è qui che ci si incazza maggiormente e sebbene entrambe siano considerazioni corrette mi fa sorridere come vengano sottoposti entrambi i casi sullo stesso piano. Cioè vedere un qualcuno col pipino di fuori, o intercettarlo mentre si fa massaggiare il collo al pollo da una troia e mettere ciò sullo stesso piano di importanza delle intercettazioni su soggetti che collaborano con la mafia mi fa proprio ridere. Si sta creando molta confusione sul caso e lo si fa apposta, sempre per ottenere approvazione dal popolino. Questa è la destra e questi sono i modi di fare della destra, confondere, stordire e fare porcate.

Le norme esistono già, basta dire cazzate. Già oggi si è tutelati per diffamazione. Eccome, lo sanno bene i giornalisti. Lwe merde al potere devono essere alla mercé di tutti, tanto ci nascondono quasi tutto, per quel poco che riusciamo a sapere, farci dei problemi per loro è veramente da coglioni. Che crepassero, altro che preoccuoparci della loro PRAIVASI, affanculo stronzi.

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